una tondissima luna
e il deserto dell’acqua
e i seni e le dune
di spiaggia
si gonfiano
in magre colline
di sfondo
buie
aride
come le increspature
di questo mare
ogni silenzio
trova un’eco
in se stesso
dove l’occhio
spazia
e lo spazio
sconfina
ogni onda
è messaggera
di Dio
e non c’è TV
né radiofonia
non il modem
in voga
nulla
può gridare
il Tuo vero nome
e se poi
l’infinito
non fosse più
così ingombrante
io
lo terrei
avidamente
in pugno