Sono d’accordo con Hideo Kojima, che tratteggia il videogioco come un “servizio in qualche modo artistico”, e con Roger Ebert quando parla dei videogiochi in termini di ”artigianato”.
L’arte, come capacità umana di fare qualsiasi oggetto attraverso la conoscenza delle regole per farlo (“tecnica”), è certo molto simile al concetto di videogioco e, dal canto suo, il videogioco si realizza attraverso una serie di Arti universalmente riconosciute.
Ma l’opera d’arte, di per sé, è opera compiuta, finita, fine a se stessa. La Sinfonia N. 41 “Jupiter” di Mozart è la cristallizzazione di un genio, la sintesi del suo linguaggio e della sua espressione. Come possiamo pensare al videogioco come un’opera d’arte fine a stessa?
L’Arte nasce con il bisogno di comunicare senza necessariamente divertire, anche se spesso i due aspetti si compenetrano. E certo Mozart voleva anche divertire il pubblico che lo ascoltava, così come l’opera lirica. Ma oggi in particolare, dopo la scossa avanguardistica che ha scombinato i linguaggi e li ha resi fini a se stessi, senza scopo altro fuorché il tentativo di comunicare la propria auto-referenzialissima esperienza, perfino la disarticolazione formale diventa Arte, Arte Sperimentale. Si può sperimentare con un videogioco?
La settima arte lo fa: tanti sono i film prodotti da mecenati cinefili che non raggiungeranno mai un breakeven point nelle vendite. Penso a “L’umanità” di Bruno Dumont. Si può fare la medesima operazione con un videogioco? Si può dire che “L’umanità” di Bruno Dumont, e tutto il cinema sperimentale francese, abbia *anche* lo scopo di divertire? Magari gli intellettuali che ne conoscono le regole. L’Arte diverte?
Secondo me, Comunicazione e Divertimento *non* coincidono.
L’Arte nasce con lo scopo di comunicare ed eventualmente divertire. Se nasce con lo scopo di divertire, prima che comunicare, allora si ferma all’Artigianato. Dice bene Ebert.
Il gioco è un’attività ricreativa che nasce con lo scopo di divertire.
Cosa comunicano Space War, Pacman o Space Invaders? La base della torta è sempre quella dell’Entertainment, anche oggi, nonostante la farciamo di trame complesse e aspetti rivolti alla comunicazione.